Elisa, quando tutto sembra remare contro

Carissima Patrizia, mi hai chiesto di scriverti quattro righe raccontando la mia esperienza di volontariato, ed eccomi qui!

Non ne parlo spesso, ma quando mi chiedono informazioni su quello che faccio vedo intorno a me tanto interesse, e spesso ricevo aiuto e conforto in modo totalmente inaspettato…. È vero che la solidarietà e’ contagiosa!

Ho quasi 46 anni e mi sono avvicinata al volontariato odontoiatrico in età matura, a 39 anni, quando oramai avevo già una professione consolidata e molto impegnativa. Sono Ortodontista esclusivista da oltre 21 anni e non mi ero mai posta il problema che ci fossero bimbi che non potessero permettersi l’apparecchio: ho sempre lavorato con bambini, ragazzi e adulti della Roma Nord “bene”, in cui il problema era semmai scegliere tra apparecchio tradizionale ed invisibile, ma nulla di più.

Ad un certo punto però, la mia vita ha subito uno scossone importante e tutte quelle che erano certezze hanno cominciato a disgregarsi come cenere: sentivo che nella mia vita mancava qualcosa di importante. Forse farà sorridere, ma mi sentivo chiamata a qualcosa di diverso, che mi completasse come donna e come professionista. Analizzando la mia vita, mi sono accorta di aver avuto tanto e di aver dato poco, o almeno non tutto quello che avrei potuto fare.

Sono nata in Italia in un periodo storico in cui ho avuto la possibilità di studiare, ho avuto due genitori che mi hanno mantenuta agli studi, mi sono laureata e specializzata nella cosa che più amo e che faccio con passione, ho avuto due figli sani e bravissimi…..ma io cosa facevo  per gli altri? Questa domanda mi ha tormentato per mesi finché non ho avuto la possibilità di conoscere tramite un collega il Centro Odontoiatrico Vincenziano di Roma, una struttura religiosa di solidarietà in cui vengono curati gratuitamente tutti coloro che non possono permettersi di andare dal dentista. Mancava proprio la figura dell’ortodontista e io mi sono proposta!

Già da subito mi sono accorta che non sarebbe stata un’esperienza lavorativa come tutte le altre, ed infatti è così. In realtà ho sempre fatto quello che facevo negli altri studi, apparecchi mobili e fissi, ma l’entusiasmo negli occhi di quei bambini e la riconoscenza in quelli dei loro genitori e’ qualcosa di indescrivibile.

Loro mi hanno dato molto più di quello che ho dato loro: questa è la frase che mi sentivo ripetere da ogni volontario e che ho fatto mia sin da subito.

Dopo sette anni ho curato centinaia di pazienti, ognuno con la sua storia: c’è il bambino della casa famiglia che ti arriva con la suora, i bambini sudamericani carichi di allegria e di fratelli e sorelle, il bambino di Roma i cui genitori hanno perso il lavoro, la piccola nomade arrivata in condizioni disastrose e fiera del suo nuovo sorriso….perché un bel sorriso non può essere un lusso!!!!

Che dire….come tu dici, cara Patrizia, i miracoli esistono: infatti, quando tutto sembra remare contro di noi, ecco che la ditta di forniture ortodontiche mi invia scatoloni di materiale gratuitamente, oppure un privato ci fa una donazione consistente.

I miracoli esistono, e ne è la dimostrazione che ora ho accanto a me una giovane collega che mi affianca e che ci ha permesso di riaprire liste di attesa ferme da mesi, perché la richiesta è tantissima…..

Scusami se mi sono dilungata, ma spero di essere riuscita a trasmettere anche solo un po’ di tutto l’entusiasmo che questa esperienza mi ha dato. Ti abbraccio anche io di cuore e spero di conoscerti quanto prima.
Elisa

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